Consigli OMS – Ottava parte

Gestione dei casi di Virus in hotel e altre attività turistico-ricettive

1. Indicazioni generali

Cosa fare se un’ospite o un membro dello staff sviluppa dei sintomi? Nel caso si osservino dei sintomi riconducibili ad un’infezione respiratoria acuta, bisogna immediatamente intraprendere tutte le misure per minimizzare il contatto tra la persona malata e le altre persone (ospiti e staff) che si trovano nella struttura. La reception e tutto il personale seguirà le procedure che sono state stabilite nel piano d’azione redatto dall’hotel. Tra le procedure suggerite dall’Organizzazione Mondiale della Sanità troviamo:

Separare le persone con sintomi con una distanza di almeno 2 metri dalle altre persone.

Se la situazione lo richiede, e la persona malata non viene trasferita in un ospedale o un centro medico, la direzione della struttura deve considerare tutte le misure per prendersi cura del soggetto in modo adeguato. Questo può includere la designazione di un membro dello staff che ha sufficienti conoscenze su prevenzione e procedure di emergenza per il personale (anche nel caso che sia proprio un membro dello staff a sviluppare i sintomi).

Se possibile, assegnare un bagno per l’uso esclusivo della persona malata.

Richiedere alla persona malata di indossare mascherine protettive e di attenersi a tutte le regole di comportamento che impone un caso del genere. Se il presidio medico non è disponibile o tollerato dalla persona interessata, è possibile utilizzare un tessuto per coprire la bocca. Tali tessuti e dispositivi usa e getta devono essere trattati come “rifiuti pericolosi”, riposti in sacchi speciali o in contenitori di plastica intatti. Si raccomanda sempre il lavaggio delle mani con acqua e sapone o prodotti a base di alcol.

Quando si assiste un’ospite o un membro dello staff che mostra febbre, tosse persistente, difficoltà a respirare, bisogna sempre usare delle protezioni aggiuntive: camici monouso, guanti, mascherine e protezioni per gli occhi.

Rimuovere delicatamente e con cura le protezioni personali usate, per evitare il rischio di contaminare se stessi. La procedura corretta è rimuovere prima i guanti e il camice, e poi igienizzarsi le mani. Successivamente togliere la mascherina e la protezione per gli occhi, e di nuovo lavarsi le mani con acqua e sapone o con soluzione alcolica.

Smaltire in modo corretto tutti gli articoli usa e getta che sono stati a contatto con i fluidi corporei della persona malata, considerandoli sempre “rifiuti pericolosi”.

2. Caso di un lavoratore contagiato

Se un membro dello staff riporta sintomi respiratori, il lavoratore dovrà interrompere immediatamente qualsiasi mansione e cercare assistenza medica. In questi casi, in attesa dell’intervento dei servizi medici, la persona dovrà rimanere isolata in un’apposita stanza.

Al lavoratore sintomatico che si trova in struttura, dovranno essere procurati mascherina e salviette monouso, da usare sempre in presenza di altre persone o se ha necessità di accedere ad aree comuni.

Se un lavoratore della struttura ricettiva comunica da casa di avere dei sintomi, o sospetta infezione da Coronavirus, dovrà rimanere a casa e cercare subito assistenza medica. In caso di diagnosi di Virus il lavoratore seguirà le istruzioni ricevute dal personale medico, incluso l’auto-isolamento in casa fino a che i sintomi non siano definitivamente spariti (da notare che un paziente affetto da Virus in forma non grave ha bisogno di un tempo di circa un mese per la guarigione completa).

3. Caso di un ospite contagiato

Nel caso che sia un ospite ad essere contagiato, non è ovviamente consigliato farlo rimanere all’interno della struttura ricettiva. Temporaneamente, l’ospite può essere isolato in una camera finché interviene l’autorità medica, senza altri ospiti con lui, e a nessun visitatore dovrà essere permesso di entrare nella camera occupata. In base alla disponibilità delle camere, eventuali accompagnatori dovranno essere sistemati in altre camere.

Nel caso in cui lo staff prende parte all’evacuazione di un caso sospetto, queste sono le misure da seguire:

Gli ospiti che presentano sintomi devono lasciare l’hotel in accordo con le istruzioni dettate dalla direzione e dalle autorità locali. Gli ospiti sintomatici verranno valutati dal personale medico, e se rientrano nella definizione di “caso sospetto” verranno trasferiti al centro medico Virus più vicino.

La gestione dei possibili contatti deve avvenire secondo le disposizioni dettate dalle autorità locali e nazionali.

I membri dello staff coinvolti nel trasporto di casi sospetti devono applicare tutte le misure di prevenzione e controllo, inclusa l’igiene ripetuta delle mani, l’uso di mascherine mediche, guanti e camici (ad esempio nel caso in cui partecipino al trasporto del paziente fino all’ambulanza). Bisogna assicurarsi di lavarsi accuratamente le mani sia prima che dopo aver indossato le protezioni personali.

Se più di un caso sospetto viene fatto uscire dalla struttura, il personale interno e sanitario dovrà cambiare le protezioni personali per ogni paziente, e riporle in contenitori chiusi, in accordo con il piano d’azione dell’hotel e le norme vigenti sullo smaltimento di rifiuti contagiosi.

La direzione dell’hotel dovrà occuparsi senza indugio della pulizia e sanificazione della stanza che era occupata dall’ospite, seguendo i protocolli per camere esposte a Virus (vedi punti precedenti).

4. Identificazione e gestione dei contatti

L’identificazione dei contatti deve iniziare subito dopo che un caso sospetto è stato identificato nella struttura.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità definisce un “contatto” come una persona esposta durante il periodo che va da 2 giorni prima a 14 giorni dopo la comparsa di sintomi da un caso probabile o accertato, nei seguenti casi:

  • Contatto “faccia a faccia” con un caso probabile o accertato entro un metro e per più di 15 minuti;
  • Contatto fisico diretto;
  • Assistenza ad un paziente affetto, probabile o accertato, senza l’utilizzo di protezioni appropriate.

Altre situazioni di rischio, in base al contesto specifico.

Nel caso specifico di un hotel o di un’attività turistico-ricettiva, un “contatto” deve essere considerato a rischio nei seguenti casi:

  • Accompagnatori;
  • Persone che assistono l’ospite.

I membri dello staff che sono stati a contatto diretto con la persona malata, o con gli ambienti frequentati da questa (come il bagno) o con oggetti e altri articoli usati (lenzuola, vestiti e altro).

Se il numero dei casi o il contesto specifico indicano un’esposizione generalizzata della struttura, è bene chiedere una valutazione da parte delle autorità locali, in modo da intraprendere tutte le misure necessarie per tutelare la salute di ospiti e lavoratori.

Gli altri ospiti e membri dello staff che non rientrano in queste definizioni possono essere considerati soggetti a basso rischio, e devono comunque implementare delle misure precauzionali.

5. Ospiti non coinvolti

Gli ospiti che non sono coinvolti direttamente, mantengono un profilo di basso rischio, e devono essere informati sul caso specifico, oltre che sulle misure preventive e di controllo. Agli ospiti sarà richiesto di monitorare eventuali sintomi sospetti per 14 giorni dalla partenza da strutture in cui ci sono stati casi probabili o accertati, e di rivolgersi alle autorità sanitarie in caso di sintomi indicativi di Virus.

6. Fornitori di beni e servizi per il settore ricettivo

Il OMS raccomanda anche a tutti i fornitori di beni e servizi, che entrano in contatto diretto con l’hotel o la struttura ricettiva, di usare tutte le precauzioni di sicurezza e i sistemi di prevenzione.